Nella ricerca di un acquisto in ambito immobiliare, spesso ci si imbatte nei termini, attribuibili alla superficie di un immobile, ed è facile fare confusione tra la superficie catastale, commerciale e calpestabile.

 

SUPERFICIE CATASTALE

La superficie catastale, principalmente in ambito fiscale, viene utilizzata per stabilire i tributi relativi all’immobile da versare. Essa, si ottiene dalla somma delle superfici dei vani e delle pertinenze annesse, moltiplicate per un coefficiente stabilito dal decreto vigente. La superficie catastale, tiene conto inoltre dello spessore dei muri fino ad un massimo di 50 cm.

 

SUPERFICIE COMMERCIALE

La superficie commerciale di un alloggio, si ottiene sommando l’intera superficie dell’immobile inclusa di muri interni e perimetrali, la quota parte degli spazi esterni (balconi, terrazze, portico e giardino) e delle pertinenze ad uso esclusivo (garage, mansarde e cantine).

 

SUPERFICIE CALPESTABILE

La superficie calpestabile, indica esclusivamente le aree dell’immobile su cui è possibile camminare rimanendo all’interno dell’immobile. Nello specifico, tiene conto di tutti i vani principali e vani accessori come corridoi e disimpegni, andando invece ad escludere muri e spazi esterni come balconi, giardini e pertinenze.

 

CONCLUSIONI

Dopo aver definito i termini di superficie catastale, commerciale e calpestabile dunque possiamo individuarne le differenze principalmente per il loro contesto di utilizzo, per cui: La superficie catastale, viene utilizzata per fini fiscali ed amministrativi, la superficie commerciale interessa principalmente ciò che riguarda il mercato immobiliare, mentre la superficie calpestabile si riferisce agli spazi effettivamente utilizzabili di un’abitazione.

 

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